KirchenVolksBewegung - Wir sind Kirche




"fact sheets": la Chiesa cattolica tedesca a un punto di svolta

In occasioe della seconda visita di papa Benedetto XVI in Germania, nella sua Baviera, il Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche vuole offrire sintetiche informazioni sulla situazione attuale della Chiesa cattolica romana in Germania e sul particolare rapporto tra il Vaticano, dove Joseph Ratzinger è stato per piú di 23 anni Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e la Chiesa tedesca.

Per ogni ulteriore informazione sono a disposizione per interviste competenti interlocutori del Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche.

1. La crisi: una drammatica rottura con la tradizione nell’assistenza spirituale
2. Chiesa e Stato: una separazione incompiuta
3. Una spiccata struttura laicale, ma lo iato tra clero e laici aumenta sempre piú
4. Chiesa e soldi: ancora una delle Chiese piú ricche del mondo e piú decise nel sostenere il Vaticano
5. Riforma ed ecumenismo in Germania
6. I sondaggi rivelano che il popolo cristiano è pronto per le riforme
7. Una ricerca eclatante: la Chiesa cattolica raggiunge solo una minoranza di te-deschi
8. Gruppi di riforma della Chiesa in Germania
9. Il vescovo di Ratisbona: pioniere o outsider? Le veglie programmate durante la visita del papa
10. The first year in office for Pope Benedict is over ...
11. Joseph Ratzinger and the Catholic Church in Germany
12. The early Joseph Ratzinger (1966-1979)
13. Cardinal Ratzinger and We are Church
14. Programma ecumenico a margine della visita del papa in Baviera (Berlino)
15. Libri suggeriti



1. La crisi: una drammatica rottura con la tradizione nell’assistenza spirituale

Con circa il 32% (26 milioni di cattolici), la Chiesa cattolica romana è ancora oggi, la piú grande organizzazione non statale in Germania, di poco superiore alla Chiesa evangelica.

Il numero dei cattolici in Germania è diminuito dal 1990 dell’8%.

La Chiesa cattolica romana in Germania si trova attualmente in una profonda crisi strutturale, personale e religiosa, le cui conseguenze saranno visibili solo nei prossimi anni.

L’assistenza spirituale nella Repubblica Federale Tedesca, come in tutta la Chiesa cattolica, si trova di fronte a un punto di svolta decisivo. Sempre meno giovani scelgono la vocazione sacerdotale e il celibato ad essa correlato. Molte comunità saranno in futuro senza sacerdote, o verranno addirittura disciolte. Anche gli ordini religiosi parlano di drammatico calo di vocazioni.

- Il numero dei sacerdoti, tra il 1992 e il 2004, è diminuito del 29% (da 19.266 a 13.681).
- Nel 2004 sono stati ordinati soltanto 112 sacerdoti. È una tendenza riscontrabile in tutto il mondo: durante il pontificato di Giovanni Paolo II, durato piú di 26 anni, il numero dei cattolici nel mondo è aumentato del 40%, mentre il numero dei sacerdoti, nello stesso periodo, è diminuito del 4%.Quasi la metà delle comunità cattoliche di tutto il mondo, già ora, sono prive di sacerdote.

Il Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche stigmatizza il fatto che le diocesi tedesche affrontino attualmente il drammatico calo di vocazioni al sacerdozio e la situazione finanziaria soprattutto per mezzo di riforme strutturali che seguono il modello del management economico (Mc Kinsey ecc.). A differenza che in paesi vicini come la Francia e la Svizzera, gli attuali accenni di riforma patiscono in particolare l’attenzione esclusiva ai sacerdoti ordinati, trascurando il sacerdozio universale dei battezzati.



2. Chiesa e Stato: una separazione incompiuta

Formalmente, in Germania Stato e Chiesa sono separati. Ma il particolare carattere pubblico delle Chiese (riscossione dell’imposta per la Chiesa da parte dello Stato, lezione di religione nelle scuole, pastorale militare, presenza nei media, ecc.) le fanno apparire come un potere pubblico ancora notevolmente influente, malgrado il calo della partecipazione alle funzioni religiose e una generale scristianizzazione degli stili di vita.

Piú che in altri paesi, in Germania esiste ufficialmente una certa partecipazione delle Chiese locali alla nomina dei vescovi. Secondo il concordato tra Prussia e Santa Sede (ancora valido in diverse aree della Germania settentrionale), ogni capitolo del duomo ha diritto di parola e può eleggere un nuovo vescovo sulla base di una lista pontificia di tre nomi. In Baviera, il papa nomina un nuovo vescovo a partire da una lista riservata di candidati.

Di fronte ad alcune controverse nomine episcopali da parte di Roma, il Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche e il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (Zentralkomitee der deutschen Katholiken) si impegnano, in quanto rappresentanza ufficiale dei laici, per una partecipazione piú attiva delle Chiese locali.



3. Una spiccata struttura laicale, ma lo iato tra clero e laici aumenta sempre piú

In Germania esiste una spiccata struttura di associazioni e consigli cattolici, come in nessun altro Paese.

La manifestazione piú importante del laicato cattolico, il «Deutsche Katholikentag», viene organizzato ogni due anni dal Zentralkomitee der deutschen Katholiken insieme al vescovo del luogo in cui avviene.

Da qualche anno, anche gruppi di riforma, come il Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirhe, hanno la possibilità di partecipare al «Katholikentag» attraverso iniziative (ad esempio con il vescovo francese Jacques Gaillot e il Prof. Hans Küng), incontrando molta approvazione.

Il Zentralkomitee ha ora richiesto, in aprile del 2005, in una risoluzione diretta alla Conferenza Episcopale Tedesca, che i laici abbiano diritto di partecipare direttamente alla vita della Chiesa a tutti i livelli ecclesiastici, e non piú un semplice diritto di voto consultivo. Ma al fatto che i laici vogliano dire la loro nella conduzione di una diocesi Roma oppone un netto rifiuto.

Il Movimento Popolare Cristiano segue con grande preoccupazione lo smantellamento di strutture collaudate e il cosiddetto riordinamento delle commissioni di laici nella diocesi di Ratisbona, perseguita attualmente dal vescovo Dr. Gerhard-Ludwig Müller contro le dure proteste dei laici e anche dei suoi confratelli vescovi, ma con l’appoggio del Vaticano.



4. Chiesa e soldi: ancora una delle Chiese piú ricche del mondo e piú decise nel sostenere il Vaticano

La Germania è uno dei pochi Stati che dispongono di un sistema tributario per le Chiese.

Grazie all’imposta per le Chiese, la Chiesa cattolica tedesca è una delle piú ricche del mondo. Nel 2004, attraverso l’imposta per le Chiese, a livello federale, la Chiesa cattolica ha ottenuto 4,15 miliardi di Euro.

Le imposte per le Chiese non sono l’unica fonte di reddito delle Chiese. Secondo il principio di sussidiarietà, lo Stato mette a disposizione alle istituzioni ecclesiastiche la maggior parte dei mezzi economici necessari ai loro compiti di carattere sociale e culturale, ad esempio la gestione di case di riposo, ospedali, scuole e asili di carattere confessionale.

In base agli accordi tra Stato e Chiesa (i concordati), lo Stato paga anche gran parte dei dipendenti delle Chiese, come gli insegnanti di religione, i cappellani degli istituti di pena, i cappellani di polizia e militari, in parte anche i vescovi e i loro segretari.

Secondo informazioni del Vaticano, la Germania è, insieme agli Stati Uniti d’America e all’Italia, il maggior finanziatore del Vaticano. Secondo un’altra valutazione, la Germania finanzia circa un terzo delle spese del Vaticano.

La riforma tributaria dello Stato, l’alta disoccupazione, lo sviluppo demografico e le rinunce ad essere membri delle Chiese hanno condotto negli ultimi anni a un drammatico calo delle loro entrate. I loro responsabili rispondono con una drastica politica di austerità: sempre piú parrocchie vengono fuse insieme, tradizionali servizi offerti dalle Chiese, come ad esempio gli asili, sono messi a disposizione del miglior offerente, e accade persino che vengano annunciati licenziamenti ristrutturativi.

Ma il popolo cristiano ha poche possibilità di influire sulle decisioni che riguardano le finanze ecclesiali. Come movimento di riforma interno alla Chiesa, Wir sind Kirche si aspetta dunque dai responsabili della Chiesa piú trasparenza e piú partecipazione alle decisioni.



5. Riforma ed ecumenismo in Germania

La Germania è il Paese dell’ecumenismo, in particolare tra la Chiesa protestante e quella cattolica romana, ma anche nei confronti delle Chiese ortodosse, composte soprattutto da migranti, delle Chiese Libere e della Chiesa dei Vecchi Cattolici.

La sottoscrizione di una dichiarazione comune tra Vaticano e Federazione Mondiale Luterana sulla dottrina della giustificazione, a fine ottobre 1999, è stato un evento straordinario, non solo per la Germania. Accanto alle deliberazioni ufficiali, in molti luoghi esiste una vivace collaborazione ecumenica sul piano delle parrocchie e delle Chiese locali.

Il primo Kirchentag ecumenico a livello federale, che ha avuto luogo a Berlino nel 2003, è stato il maggiore incontro ecumenico di laici avvenuto finora. Il punto piú controverso è stato ed è l’atteggiamento negativo della Chiesa cattolica nei confronti di ogni forma di Eucarestia o Cena comune.

Ai margini del primo Kirchentag ecumenico, il Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche e l’iniziativa ecumenica Kirche von unten hanno celebrato una liturgia eucaristica cattolica e una evangelica, in ciascuna delle quali anche i membri dell’altra confessione sono stati invitati a partecipare alla Comunione o Cena (ospitalità eucaristica).

Queste due liturgie, di solido fondamento teologico, sono state accolte con grande favore dal popolo cristiano. I sacerdoti cattolici che vi hanno partecipato sono stati tuttavia duramente puniti dai loro vescovi. Il Prof. Gotthold Hasenhüttl è stato sospeso a divinis e privato della missio canonica.

Il secondo Kirchentag ecumenico, richiesto dai gruppi di riforma della Chiesa già nel 2003 a Berlino, è stato recentemente fissato per il 2010 a Monaco di Baviera.



6. I sondaggi rivelano che il popolo cristiano è pronto per le riforme

Come continuano a dimostrare ricerche internazionali di sociologia della religione, la gran parte degli uomini e delle donne cattolici, non solo in Germania, si aspettano dal papa attuale riforme non piú rinviabili, appoggiate dal Movimento Popolare Cristiano interno alla Chiesa Wir sind Kirche e da noti teologi e teologhe.

Il potenziale di riforma dei praticanti cattolici Dalla ricerca del noto sociologo della religione Prof. Andrew Greely risulta che in Germania:
Prof. Andrew Greeley und Prof. Michael Hout, The Laity and Reform in the Church: A Six Nation Study 1996

Un sondaggio svolto pochi giorni dopo la morte di papa Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile 2005, ottiene risultati molto simili:


Cattolici per celebrare assieme la Cena Alla vigilia del primo Kirchentag ecumenico del 2003 a Berlino, l’88% dei cattolici praticanti si dichiara favorevole alla celebrazione della Cena assieme ai cristiani evangelici.

Una grave perdita di fiducia e un duro colpo all’immagine delle Chiese Il maggior sondaggio di carattere social-politico compiuto on line a livello mondiale, «Perspektive Deutschland», documenta una pericolosa perdita di fiducia nelle Chiese. Soltanto l’11% ha fiducia nella Chiesa cattolica, mentre per quanto riguarda la Chiesa evangelica la percentuale arriva al 17%. Il duro colpo all’immagine della Chiesa non risparmia i suoi membri: solo un quarto dei cattolici ritiene che la propria Chiesa sia credibile.



7. Una ricerca eclatante: la Chiesa cattolica raggiunge solo una minoranza di tedeschi

Una ricerca sugli orientamenti ecclesiali e religiosi dell’aprile 2006, presentata dall’istituto di ricerca sociologica Sinus Sociovision su incarico della Conferenza Episcopale Tedesca, ha portato a risultati eclatanti:

La Chiesa cattolica, con il suo messaggio religioso, raggiunge soltanto una minoranza della popolazione tedesca. Dei dieci diversi raggruppamenti sociali di cui è composta la società tedesca, soltanto tre, al massimo quattro vengono avvicinati dalla Chiesa.

È sorprendente il fatto che l’accettazione delle Chiese diminuisca sensibilmente anche nei raggruppamenti tradizionali.

Nonostante il grande afflusso di pellegrini in occasione della morte di Giovanni Paolo II, dell’elezione di Benedetto XVI e della Giornata Mondiale della Gioventú, non si può certo «parlare di ammirazione o di riverenza nei confronti della Chiesa cattolica».

Le istituzioni sociali non sono riconosciute come istituzioni ecclesiali.



8. Gruppi di riforma della Chiesa in Germania

Il "Appello dal Popolo di Dio" (Kirchenvolks-Begehren) avviato in Austria nel 1995 ha ottenuto solo in Germania piú di 1,8 milioni di sottoscrizioni. Il Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche che da qui è fuoriuscito, nel quale sono attivi anche molti membri di comunità e associazioni ecclesiali, si impegna fin dall’inizio per il rinnovamento della Chiesa cattolica romana sulla base del Concilio Vaticano II (1962-1965) e alla teologia e prassi che su di esso si fonda.

Gli scopi e le richieste del Movimento Popolare Cristiano sono: la costruzione di una Chiesa fraterna di clero e laici, la piena parità delle donne negli uffici ecclesiastici e il superamento del celibato obbligatorio per i sacerdoti. Altri punti qualificanti sono un’etica sessuale che riconosca le decisioni prese in coscienza e l’ecumenismo, di particolare importanza soprattutto in Germania.

Wir sind Kirche accompagna gli attuali processi di ristrutturazione pastorale con concrete prese di posizione e assistenza fattiva, sostenendo nuove idee per un lavoro comunitario autonomo dei laici senza sacerdoti.

Wir sind Kirche è membro del Movimento Internazionale We are Church, fondato a Roma nel 1996. Il Movimento Internazionale We are Church conta ormai rappresentanze in tutti i continenti ed è collegato con gruppi di riforma di impostazione simile in piú di 30 Paesi.

Come ricerche internazionali di noti sociologi della religione non fanno che confermare, Wir sind Kirche, come movimento di riforma interno alla Chiesa, rappresenta la teologicamente fondata «voce del popolo cristiano».
Per maggiori informazioni: www.wir-sind-kirche.de e www.we-are-church.org



9. Il vescovo di Ratisbona: pioniere o outsider? Le veglie programmate durante la visita del papa

Nella diocesi di Ratisbona, sua vecchia città natale, il papa si troverà ad avere a che fare con una delle maggiori dispute attuali all’interno della Chiesa cattolica tedesca. Lo scorso anno il vescovo locale, Dr. Gerhard-Ludwig Müller, nominato nel 2002, ha abolito il consiglio diocesano e i consigli dei decani e ha punito in diverse occasioni sacerdoti e laici che si sono espressi criticamente nei confronti della Chiesa.

La visita in Germania del papa a settembre 2006 mostrerà che posizione prenderà il papa sull’apostolato dei laici in generale e soprattutto sugli atteggiamenti eccentrici rispetto alla Conferenza Episcopale Tedesca del vescovo di Ratisbona.

Il papa è perfettamente informato della situazione della diocesi di Ratisbona, avendo Benedetto XVI con la città uno stretto legame. Nel 1969, Joseph Ratzinger è stato chiamato all’Università di Ratisbona come professore di Dogmatica; piú tardi è diventato vicerettore dell’ateneo.

Veglie a Ratisbona
L’associazione, recentemente fondata, Laienverantwortung Regensburg protesterà contro gli atteggiamenti di Müller in occasione della visita del papa attraverso due veglie, che avranno luogo il 2 e 9 settembre alle 11,55 davanti al portale principale del duomo di Ratisbona. Domenica 10 settembre 2006, dalle 14 alle 18, nella Neupfarrplatz di Ratisbona sarà presente uno stand informativo (informazioni in www.laienverantwortung-regensburg.de)



10. The first year in office for Pope Benedict is over ...

In spite of many newly placed and hopeful indicators, the pontificate Pope Benedict up to this point in time can in various aspects not be rated as mildly and positively as it appeared in many assessments of the first year which is borne out by the following examples:
More than one year after the Pope’s election no concrete steps for the solution of the fundamental pastoral questions and problems postponed for such a long time can be recognized. Joseph Ratzinger’s public appearance as Pope Benedict XVI has changed in a remarkable way, partly under the large influence of the media. But the stagnancy in theology and pastoral work as well as the climate of fear and solidification within the church during more than 23 years while he was the supreme guardian of faith have a lasting effect.



11. Joseph Ratzinger and the Catholic Church in Germany


The student unrest of 1968 must have been a drastic experience of uncertainty for Ratzinger, since it was also directed against the young progressive theologian himself.

In March 1977 Joseph Ratzinger – who did not have pastoral practice – was nominated archbishop of Munich and Freising.

It remains unforgettable that for more than 23 years Ratzinger, in his function as prefect of the Roman Congregation for the Doctrine of the Faith, gave orders against teaching..... The consequences are still perceptible.

A particularly hard test for the Catholic Church in Germany were the debates for years over the advice in case of conflict during pregnancy. Cardinal Ratzinger is said to be one of the leading responsible persons for the pressure exerted on the German bishops to withdraw from the legal system of counseling (in German law abortion is not legal but goes unpunished under the precondition of previous official advice.)

Current issues of conflict with the Catholic Church in Germany that are at least tolerated by Pope Benedict, especially concern the position of the laity within the Church.

The next Ad-limina-visit of the German bishops in Rome is due in November 2006. They already see themselves exposed to great pressure.
Translation: Hildegard Thies

List of all persons who were directly or indirectly investigated, disciplined or excommunicated by the Congregation for the Doctrine of the Faith under Joseph Ratzinger.
Catholics for a free Choice: Appendix of Moving Forward by Looking Back: Cardinal Joseph Ratzinger's Preparation for the Papacy. How "the Vatican's Enforcer" ran the Congregation for the Doctrine of the Faith (1979-2005) PDF 148 KB

12. The early Joseph Ratzinger (1966-1979)

The young theologian Joseph Ratzinger essentially shaped the second Vaticanic Council (1962 – 1965) in his function as official adviser („Peritus“) of Cardinal Josef Frings of Cologne. As he has „remained identical in all essential points“ (own statement in the TV-interview on August 13, 2006) his current work may also be measured by his earlier statements.

For a deeper analysis of Joseph Ratzinger’s theology please refer to: Hermann Häring: Der Glaube der Kirchenväter? Zu den Grundlagen von J. Ratzingers Theologie (The faith of the Church Fathers? About the basis of Jospeph Ratzinger’s theology)
(published in Dutch in Tijdschrift voor Theologie 40 (2000), 358-380; translated by Ted Schoof) English Summary imprimatur Nr. 8, 2005 and Nr. 1, 2006

Translation: Hildegard Thies



13. Cardinal Ratzinger and We are Church

In his book “Salz der Erde” (1996) Cardinal Joseph Ratzinger dealt in great detail with the errors of the Church, the cannon of the criticism, and, critically, with the Church petition (KirchenVolksBegehren). In his function as prefect of the Congregation for the Doctrine of the Faith he intervened several times in the following years against the Church petition. But Ratzinger then, at least temporarily, swung around by a letter preceding the “Dialogue for Austria”.

Under consideration of the catastrophic situation in Austria, it is most remarkable that the Vatican consented to the participation of the Church petition (KirchenVolksbegehren). Originally the Vatican had refused any dialogue. In view of the affair Groer/Krenn on one side and the forthcoming visit of the Pope to Austria on the other side it probably was not so much a real dialog but appeasement. This is also evident by the fact that the “Dialogue for Austria“ was soon broken off.

(Highlightings by We are Church)

LETTER 1: Letter to the Bishops in German speaking countries (1996)

Recently more and more groups that call themselves "We are Church" have spread beyond the German speaking countries. [Those groups"> appeal to the faithful for signatures to so-called „Kirchen-Volksbegehren" [Petitions of the people of the Church">. While these initiatives [appear to"> be addressed to the Catholic [note comment above"> people as a whole, they are in fact intended for the Pope and the bishops. The rapid proliferation of these initiatives in many countries of Europe and beyond is cause for grave concern.

As you know, the content of these "Kirchen-Volksbegehren" consists of a series of demands, several of which deny Catholic [see previous note"> teachings and are in flagrant opposition to Church discipline [kirchliche Ordnung">. It is self-evident that such initiatives cannot be condoned by the Church in any manner.

Hence, this Congregation requests that you continue to remain close to these groups in order to observe their development and if necessary see to it that the faithful – and especially the priests – do not become active participants. These groups far exceed the bounds of legitimate concerns; they contribute to a division between the People of God and Church leadership; [and"> they propagate among the faithful an unacceptable democratic model of the Church as well as an understanding of morality which directly contradicts Catholic teaching on several points.


In shared concern for the unity of the Church I continue to remain,
Yours in the Lord, (signed: Joseph Card. Ratzinger)
Translation: Prof. Ingrid Shafer

LETTER 2: Letter to the Austrian Bishops (1996)

As you may surely know, the movement "We are Church" which originated in the German-speaking countries has now also taken hold outside of Europe and sparked so-called "Kirchenvolksbegehren" [literally: „Petition drives of the people of the Church," often referred to in English as "Catholic Referenda"">. While these initiatives are addressed to all Catholics [lit.: "Christian"--">, they are really intended for the Pope and the bishops. As you know, the demands of the Catholic Referendum are in part irreconcilable with Catholic doctrine and stand in flagrant opposition to Church discipline.

Since the movement "We are Church" has decided to become an active participant in the Second European Ecumenical Assembly at Graz, 23-29 June, 1997, the dicastery ["court of justice""> considers it necessary to point out that this initiative is not recognized as legitimate by the Catholic Church and should, therefore, not be given any role either as one of the organizers or as a participant in the Austrian assembly.

With friendly greetings and blessings,
Yours in the Lord,
(signed: Joseph Card. Ratzinger)
Translation: Prof. Ingrid Shafer

LETTER 3: Letter to the Chair of the Austrian Bishop's Conference, Bishop Johann Weber of Graz (March 7, 1997)

Diese Kongregation ist von Bischof Dr. Kurt Krenn über verschiedene Vorgänge im Zusammenhang mit dem „Dialog für Österreich“ informiert und um Klärungen gebeten worden. Sie erachtet es für angemessen, die Antwort auf diese Bitte Ihnen als dem Vorsitzenden der Bischofskonferenz zukommen zu lassen und Sie zu ersuchen, die Mitglieder der Bischofskonferenz darüber zu unterrichten. Dieses Dikasterium ist der Auffassung, daß es ein Gebot der Stunde ist, den „Dialog für Österreich“ mutig und zielstrebig weiterzuführen. Ein Dialog, der dem Heil der Menschen und der Ausbreitung des Reiches Gottes dienen will, wird sich einerseits allen Menschen guten Willens öffnen und vor keinem wichtigen Anliegen zurückschrecken, er wird aber andererseits den Schutz des Evangeliums und der Überlieferung sowie die missionarische Sendung der Kirche nicht aus dem Auge verlieren. Papst Johannes Paul II. schreibt in seiner Enzyklika „Redemptoris missio“: „Denken wir, liebe Brüder und Schwestern, an den missionarischen Schwung der ersten Christengemeinden. Trotz der Armseligkeit der damaligen Transport- und Kommunikationsmittel erreichte die Verkündigung des Evangeliums in kurzer Zeit die Grenzen der Welt. Und dabei handelte es sich um die Religion eines am Kreuz gestorbenen Menschen, ›für Juden ein empörendes Ärgernis, für Heiden eine Torheit‹ (1. Korintherbrief 1,23)!

Zugrunde liegt diesem missionarischen Dynamismus die Heiligkeit der ersten Christen und der ersten Gemeinden“ (Nr. 90). Wenn dieser missionarische Geist, der ein Geist der Wahrheit und der Liebe ist, den Dialog beseelt, werden die geplanten Fachtagungen sowie insbesondere der Delegiertentag in Salzburg gute Früchte hervorbringen. Die konkrete Gestaltung dieser Initiative wird der Bischofskonferenz überlassen. Es sei aber darauf verwiesen, daß die Bischöfe die geplanten Veranstaltungen in ihrer Verantwortung als Lehrer und Hirten des Gottesvolkes klug begleiten mögen. Auch gegen eine eventuelle, genau zu umschreibende Beteiligung der Gruppe „Wir sind Kirche“ beim Delegiertentag bestehen keine grundsätzlichen Einwände. Allerdings müßte in diesem Fall öffentlich klargemacht werden, daß damit keine offizielle kirchliche Anerkennung der Gruppe verbunden ist. Diese propagiert nämlich Auffassungen, die in einigen Punkten nicht voll mit der Lehre und der Disziplin der Kirche übereinstimmen. In zwei vorausgehenden Schreiben dieser Kongregation, deren Veröffentlichung in den Medien Verwunderung ausgelöst hat, ist dies deutlich zum Ausdruck gebracht worden.

In der Hoffnung, daß diese kurzen Erwägungen hilfreich sind, um den „Dialog Österreich“ einmütig und kraftvoll weiterzuführen, so daß er zur notwendigen Erneuerung des Glaubenslebens in Österreich beiträgt, verbleibe ich mit den besten Grüßen und Segenswünschen im Herrn

Ihr Joseph Card. Ratzinger



14. Programma ecumenico a margine della visita del papa in Baviera (Berlino)

Il 15 settembre 2006, il giorno successivo alla conclusione della visita del papa, diversi gruppi di riforma della Chiesa, tra cui anche il Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche, invitano alla manifestazione «Ospitalità eucaristica: la rottura di un tabú», con il prof. Gotthold Hasenüttl nella Gethsemanekirche di Berlino (inizio ore 19,30).

A margine del Kirchentag ecumenico del 2003 a Berlino, il prof. Hasenüttl ha celebrato una Cena ecumenica secondo il rito cattolico nella Gethsemanekirche, una chiesa evangelica, durante la quale cattolici e protestanti sono stati esplicitamente invitati a fare la comunione. A causa di questa celebrazione eucaristica, che Wir sind Kirche ha contribuito a organizzare, nel luglio 2003 Hasenhüttl è stato sospeso a divinis dal vescovo di Trier Reinhard Marx, e nel gennaio 2006 gli è stata tolta la missio canonica, il permesso di insegnamento accademico.

15. Libri suggeriti

Matthias Drobinski: Oh Gott, die Kirche. Versuch über das katholische Deutschland
Patmos, 03/2006, Buch, 180 Seiten Preis: 18.00 € (D), 18.50 € (A), 31.90 SFr (CH) ISBN: 3-491-72497-X

Hajo Goertz: Brückenschläge. Wirken und Wirkung der Katholikentage
Mai 2006. 127 Seiten, Paperback Matthias-Grünewald-Verlag GmbH | ISBN: 378678602x 7.90 EUR